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Quattro nuove Bandiere Arancioni assegnate alla Puglia
Il Touring Club Italiano assegna il prestigioso riconoscimento a Alberobello, Cisternino, Orsara di Puglia e Pietramontecorvino
Autore:
Claudio Novembre
On-Line dal:
08-01-2010
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Oggi alle ore 11.00 a Bari presso la sede della Presidenza della Regione sono state assegnate le Bandiere arancioni a quattro nuove località d’eccellenza dell’entroterra pugliese.
Sono intervenuti Magda Terrevoli, Assessora al Turismo, Regione Puglia; Franco Iseppi, Vice Presidente, Touring Club Italiano e Marco L. Girolami, Direttore Attività associative e territorio, Touring Club Italiano.
E' giunta così a conclusione la I edizione di Bandiere arancioni in Puglia, iniziativa sviluppata dal Touring Club Italiano in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e Industria Alberghiera della Regione.
I comuni pugliesi candidati all'assegnazione della Bandiera Arancione erano trentotto e solo quattro di questi sono riusciti ad ottenere questo prestigioso riconoscimento che il Touring Club italiano (Tci) assegna ai Comuni dell’entroterra con meno di 15.000 abitanti, riconoscendo loro il rispetto di rigorosi parametri di una offerta turistica di qualità.
I quattro comuni sono: Alberobello (Bari), Cisternino (Brindisi), Orsara di Puglia (Foggia) e Pietramontecorvino (Foggia).
Le Bandiere sono state consegnate direttamente dal vicepresidente del Tci, Franco Iseppi ai sindaci dei Comuni premiati, nel corso della cerimonia alla presenza dell’assessore al Turismo della Regione Puglia, Magda Terrevoli. Le quattro nuove 'Bandiere arancioni' si aggiungono alle due che la Puglia già aveva conquistato: Alberona e Sant'Agata di Puglia, ambedue in provincia di Foggia.
La Bandiera arancione è il marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano; è destinato alle piccole località dell'entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità.
Il marchio ha validità biennale ed è subordinato al mantenimento dei requisiti nel tempo.
La valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell'ambiente, la cultura dell'ospitalità, l'accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici sono solo alcuni degli elementi chiave per ottenere il marchio. La Bandiera arancione è uno degli strumenti con il quale il Touring garantisce ai turisti qualità e accoglienza e alle località uno strumento di valorizzazione.
La Bandiera arancione intende stimolare una crescita sociale ed economica attraverso lo sviluppo sostenibile del turismo.
In particolare, gli obiettivi sono:
• la valorizzazione delle risorse locali;
• lo sviluppo della cultura dell’accoglienza;
• lo stimolo dell’artigianato e delle produzioni tipiche;
• l’impulso all’imprenditorialità locale;
• il rafforzamento dell’identità locale.
L’idea di Bandiere arancioni è nata nel 1998 in Liguria, dietro l’esigenza della Regione di valorizzare l’entroterra. Il Touring sviluppò quindi un modello di analisi (Modello di Analisi Territoriale, M.A.T. del TCI) che portò all’individuazione delle prime località “arancioni” e alla volontà di promuovere il marchio in tutta Italia.
Secondo il Modello di Analisi Territoriale del Touring Club Italiano, anche le località candidate qui in Puglia sono state sottoposte ad un'approfondita analisi da parte del gruppo di esperti che ha successivamente individuato le località eccellenti in grado di soddisfare gli standard richiesti.
I certificatori analizzano le località in forma anonima, attraverso la verifica di circa 250 parametri raggruppati in 5 macroaree (accoglienza, ricettività e servizi complementari, fattori di attrazione turistica, qualità ambientale, struttura e qualità della località).
Come ha spiegato Franco Iseppi - “questi paramentri possono più facilmente essere rispettati nei piccoli Comuni dove spesso prendono forma veri e propri modelli di comportamento responsabile”. Questo riconoscimento del Tci – ha concluso l'assessore Terrevoli – è il coronamento di una politica fatta di attenzioni nei riguardi della Puglia e del suo turismo sostenibile”.
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