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Premio letterario Città di Bari
Serata conclusiva con Serena Dandini e Sergio Rubini al Teatro Piccinni
Autore:
Renata Pelligra
On-Line dal:
09-06-2009
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Si è tenuto presso il Teatro Piccinni la serata conclusiva della XII edizione de Premio Letterario Città di Bari organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bari e presentato dalla conduttrice della Rai, Serena Dandini , coadiuvata dal regista-attore pugliese Sergio Rubini, che ha prestato la sua voce per leggere i vari incipit dei romanzi ammessi alla finale.
Caratteristica principale di questo premio è stato il coinvolgimento di giovani e non di esperti e critici del settore (giuria popolare) che hanno votato il romanzo che hanno ritenuto di maggior qualità per la stesura e che li ha maggiormente coinvolti dal punto di vista emotivo.
A convincere la giuria popolare e quindi a vincere il premio è stata Edith Bruck, scrittrice e poetessa ungherese, con il suo lavoro “Quanta stella c’è nel cielo” (edizione Garzanti).
Il titolo del libro è il primo verso di una ballata del ricordo dell’infanzia della protagonista, Anita, una sedicenne sopravvissuta al campo di concentramento.
Un libro “Quanta stella c’è nel cielo” da parole forti, di argomenti che feriscono l’animo: “Da viaggiatrice clandestina appena fuggita dal paese natio né potevo né osavo respirare, schiacciata com’ero contro la parete del corridoio maleodorante di un vecchio treno freddo e stracolmo”. Questo l’incipit del libro, recitato dall’attore-regista Sergio Rubini.
Commossa dalla inaspettata premiazione la scrittrice ha esordito dicendo : “Vivo per ricordare, ricordo per vivere […]. E’ tempo che io restituisco qualcosa a questo Paese, l’Italia, che mi ha accolta, mi ha insegnato la sua lingua, mi ha dato un marito, una casa e anche se non sono ricca il premio in denaro lo devolvo ai terremotati della regione Abruzzo”.
Al secondo posto, con soli 17 punti di differenza, si è collocato, “Maschio adulto solitario” (edizione Manni) del tarantino Cosimo Argentiera, ambientato nella città di Taranto, dove un maschio adulto solitario si regge sull’orlo dell’abisso grazie a sé stesso.
Quindi Giorgio Montefoschi con “Le due ragazze con gli occhi verdi”(edizione Rizzoli), storia familiare ambientato in una magica Roma, dove il protagonista è fedele ad un grande amore.
A seguire Piersandro Pallavicini con “African inferno” (edizione Feltrinelli), un romanzo che parla di una “storia di migrazione integrata e di un razzismo visto all’incontrario, perché in fin dei conti i pregiudizi sono reciproci”. E infine Walter Siti con “Il contagio” (edizione Mondadori), un libro dai toni crudi che descrive e ci trascina nell’orrore della vita di borgata di Roma.
Nel corso della serata, nella parte dedicata alla cultura mondiale, Serena Dandini ha consegnato il premio speciale della giuria al croato Predrag Matvejevic, uno dei massimi esperti di politica e storia del Mediterraneo “per le sue profonde riflessioni sul destino dei popoli del Mediterraneo, e per il contributo dato alla diffusione della cultura del suo Paese nel mondo”.
Il premio saggistica è stato consegnato allo scrittore Antonio Pascale con il suo libro “Scienza e Sentimento”.
Durante la serata sono stati inoltre premiati cinque studenti delle scuole e universitari, che hanno eseguito la migliore recensione.
La serata si è conclusa con un omaggio al cantore recentemente scomparso della città di Bari, Vito Maurogiovanni, un uomo che con il suo lavoro ha dato dignità al dialetto barese.
Tanti gli ospiti che sono stati presenti alla serata: Michele Damiani, Maria Laterza, Angelo Ceglie, l’assessore Nicola Laforgia, la moglie e la figlia di Vito Maurogiovanni, accolti al Piccinni da un nutrito pubblico che ha registrato il tutto esaurito.
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