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Nasce all'Ateneo di Lecce la "sonda superveloce" per applicazioni medicali e studi biologici
Un esempio eccellente della ricerca scientifica in italia
Autore:
Valentina Novembre
On-Line dal:
03-07-2009
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Nasce all’Università del Salento la sonda superveloce che può raggiungere i 200 picosecondi.
Ideata nell’ateneo salentino un’innovativa sonda capacitiva per impulsi veloci di alta tensione in grado di diagnosticare impulsi inferiori al nanosecondo. I valori più piccoli misurati con l’oscilloscopio più veloce della LeCroy sono stati inferiori ai 200 picosecondi; 200 millesimi di miliardesimi di secondo.
L’invenzione, ad opera del professor Vincenzo Nassisi, dell’assegnista Antonella Lorusso e dalla dottoranda Maria Vittoria Siciliano, ha significative applicazioni nel campo delle applicazioni medicali e per studi biologici.
La radiografia digitale, ad esempio, con l’utilizzo di impulsi veloci di raggi X, potrà diventare meno invasiva di quanto lo è attualmente; anche nel campo biologico sarà possibile migliorare notevolmente le applicazioni, controllando reazioni che avvengono in tempi dell’ordine del picosecondo.
Lo scopo è raggiunto grazie ad una sonda capacitiva comprendente un primo elettrodo cilindrico avente una lunghezza assiale prestabilita per il segnale da misurare e da un secondo elettrodo cilindrico, coassiale al primo elettrodo, per rilevare il segnale misurato a tensione ridotta. Il secondo elettrodo è alloggiato coassialmente nel primo.
Nella sonda, secondo la presente invenzione, il secondo elettrodo cilindrico include almeno due porzioni parzialmente separate tra loro da un solco avente almeno una parte a sviluppo radiale ed almeno una parte a sviluppo assiale.
Questa particolare configurazione dell'elettrodo esterno nel partitore capacitivo proposto dalla presente invenzione consente di trasmettere i segnali rilevati senza interferenza.
I primi risultati che riguardano una sonda capace di misurare tempi di 350 picosecondi è stata pubblicata dalla rivista Review Scientific Instruments. Il brevetto migliora la performance dei sistemi di misura attualmente in commercio riducendo il tempo di lettura a 200 picosecondi. Recentemente invece, misure condotte con l’oscilloscopio più veloce della LeCroy abbiamo dimostrato di essere in grado di catturare segnali fino a 180 picosecondi.
“L’invenzione è stata sottoposta all’attenzione dell’industria elettronica che ha dimostrato molto interesse”, commenta il professor Nassisi. “certo la ricerca non può proseguire con i soli studenti o assegnisti che, nel migliore dei casi, possono ricevere un contratto a tempo determinato. Petanto spero che chi di competenza possa tener conto dello sforzo e del coraggio con cui i giovani si armano nell’intraprendere attività di ricerca senza un futuro che garantisca loro sicurezza e stabilità”.
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