Cultura e societāCosa
La fiaba delle luminarie
Una tradizione della nostra regione da valorizzare
Autore:
Renata Pelligra
On-Line dal:
19-07-2010
Questo articolo ha:
0 commenti
Chi non è mai rimasto con il naso all’insù a guardare incantato lo spettacolo creato dalle innumerevoli piccole lucine colorate durante le feste patronali nei nostri paesi? Il centro urbano diventa improvvisamente una lunga tela ornata da bellissimi merletti colorati e tutto si riveste di un’atmosfera quasi fiabesca. Milioni di piccole lucine colorate che intersecandosi tra loro danno luogo a spettacolari scenari luminosi, festoni multicolore, gallerie scintillanti, prospetti così alti che sembrano toccare il cielo Sapienti maestri di questo intreccio colorato sono le numerose aziende pugliesi ormai leader in questo campo. Una tradizione nostrana ma che è ormai ampiamente apprezzata e esportata in tutto il mondo tanto che da anni “Le Galeries Lafayettes” nel periodo di Natale ne fanno decorazione per le loro facciate.
Un linguaggio, quello delle luminarie, “popolare e pop, spesso figurativo ma anche a volte basato su geometrie astratte e suggestive” come spiega l’architetto Caramia. Un’arte che si incontra sempre più con l’architettura tanto da avere suscitato l’attenzione e lo studio del prof. Lorenzo Netti che agli studenti del corso di Disegno della facoltà di Architettura del Politecnico di Bari ha fatto condurre uno studio sulle luminarie che decorano strade e piazze durante le feste patronali. Con il contributo dell’architetto e designer Pierangelo Caramia, docente all’Ecole des Beaux Arts di Rennes, è stato inoltre avviato un progetto di re-design delle luminarie tradizionali oggetto di esposizione e di mostra durante la I edizione del “Festival dei Sensi” che si è tenuto lo scorso agosto in Valle d’Itria e che quest’anno vedrà la sua seconda edizione il 20, 21 e 22 agosto. Anche nell’edizione di quest’anno la suggestione delle luminarie avrà il suo posto importante tanto che simbolo del Festival 2010 sarà il prototipo di una cassa armonica moderna, progettata appositamente per il festival dal prof. Lorenzo Netti e da Pierangelo Caramia, che verrà realizzata da Faniuolo, storica azienda di allestimenti luminosi con sede a Putignano. Per chi non abbia avuto la fortuna di vederne una, la cassa armonica è il palco per eccellenza sul quale si esibiscono le bande al Sud in occasione delle feste patronali: questo oggetto di sogno, che sembra uscito da un film di Fellini, è una specie di grande giostra luminosa sormontata da una cupola e permette un’amplificazione acustica tale per cui il suono è udibile perfettamente da qualsiasi punto lo si ascolti. La cassa armonica del Festival verrà allestita a Martina Franca, nella splendida piazza barocca dell’Immacolata e sarà accompagnata da una mostra che racconterà la storia di questi oggetti locali e al contempo esotici. (da “I Borghi più Belli d’Italia”)
Noi di PugliaLovers abbiamo scelto di parlare di questo tema perché anche noi affascinati dalla suggestione di una tradizione che caratterizza i ricordi di ognuno di noi e che va studiata e valorizzata e perché convinti che “questo inno alla lampadina a incandescenza va studiato attentamente e vanno individuati i suoi sviluppi”, come sottolinea l’architetto Caramia.
I vostri commenti
Questo articolo ha 0 commenti. Vuoi lasciare un contributo anche tu? Clicca qui