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Al porto di Taranto Marco Paolini con lo spettacolo “Miserabili. Io e Margaret Thatcher"
Lunedì 9 Novembre l'evento in diretta TV su La7
Autore:
Claudio Novembre
On-Line dal:
08-11-2009
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Lunedì 9 Novembre alle 21.30 su La7, Marco Paolini proporrà lo spettacolo "Miserabili. Io e Margaret Thatcher".
L'evento verrà trasmesso in diretta dal porto di Taranto. Al termine, le telecamere di La7 seguiranno, sempre in diretta dal porto, il "terzo tempo" del teatro, un momento di confronto e dialogo diretto tra Paolini e il pubblico presente.
L'evento, quindi, ha come cornice il Terminal Container del porto di Taranto, un luogo affascinante che per la prima volta viene aperto al grande pubblico grazie alla collaborazione della Taranto Container Terminal, dell’Autorità Portuale, della Taranto Film Commission, della Regione Puglia, del Comune di Taranto, del Teatro Pubblico Pugliese e del Crest.
Lo spettacolo ripropone attraverso uno stile inconfondibile fatto di parole, immagini, suoni, suggestioni il racconto sulla metamorfosi della società italiana e mondiale a partire dagli anni ’80, dall'avvio del thatcherismo, fino ad oggi.
Marco Paolini e il suo teatro civile rifletteranno ad alta voce sull' influenza che le regole di mercato esercitano sul nostro modo di immaginare il futuro. Come ha detto lo stesso Paolini, “Miserabili. Io e Margaret Thatcher” è un ragionamento su come la politica e l’economia hanno dettato il nostro stile di vita negli ultimi trent’anni.
Lo spettacolo è intitolato I Miserabili perchè come dice Paolini, rileggendo Victor Hugo, ai giorni nostri“non viviamo una condizione di povertà, ma di miseria. E nella miseria non ci può essere speranza”.
E questo è ben visibile, racconta ancora Paolini “dalla paura, l’intolleranza, l’omofobia che inondano le nostre vite. Tutti sintomi di un’incapacità di sperare, che il mercato ha ucciso imponendoci come stile di vita il consumo. Non solo come acquisto di beni, ma di tempo.”
La scelta di Taranto è la scelta di una città del Sud dove vive l'economia reale, quella fatta di persone in carne ed ossa che lavorano e sperano ogni giorno in un futuro migliore per i propri figli; è la scelta, come ha spiegato Paolini in un'intervista al Corriere della Sera , di una città che l'ha sbigottito per la sua tolleranza, in cui ha sentito una voglia di capire tipica del Sud. Dove, come ha detto Paolini “le teste migliori sono ancora impegnate a porsi delle domande che sono più avanti delle mie. A Taranto ho percepito un desiderio selvaggio di interloquire. E adesso questa partita intendo giocarmela con una scommessa ancora più forte”.
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