Guglielmo Minervini, Assessore della Regione Puglia con delega alla Trasparenza e alla Cittadinanza Attiva, promotore del programma regionale per le politiche giovanili Bollenti Spiriti che con le sue diverse azioni - dalle borse di studio per i giovani laureati e per i dottorandi senza borsa con l’iniziativa Ritorno al Futuro ai Laboratori Urbani finalizzati al recupero di beni dismessi per creare spazi di aggregazione giovanile e di produzione culturale, sino all’iniziativa Principi Attivi per finanziare idee di giovani pugliesi volte a migliorare la Puglia in tutti i suoi aspetti, sociali, ambientali ed economico-produttivi - ha messo in moto un percorso positivo di crescita e di investimento per le giovani generazioni di pugliesi come mai si era visto prima nella nostra regione e nel Sud in generale.
Guglielmo Minervini, con il suo impegno nel mondo del volontariato e nei movimenti internazionali per la diffusione della cultura della pace, con la sua idea della politica intesa come servizio e impegno civile, ci è sembrato un degno rappresentante di quella Puglia diversa e migliore che qui con PugliaLovers.it stiamo cercando di raccontare al meglio e per questo abbiamo voluto inaugurare con lui le interviste di PugliaLovers.it ai tanti “puglia lovers” diffusi per l’Italia e per il Mondo.
Gli abbiamo fatto alcune domande sulla Puglia, sul futuro, sulle buone cose da cui imparare per migliorare; queste domande le andremo a replicare come un ritornello nelle prossime interviste per alimentare un mosaico di visioni, di speranze, di buone pratiche per una Puglia più buona, più bella e più giusta. Buona lettura.
1. Assessore Minervini ci descriva la Puglia in tre aggettivi
Preferisco ricorrere a tre metafore. La prima: la Puglia è un ciottolo levigato dal mare, dagli sguardi che l’hanno incontrata e dalle mani che l’hanno vissuta. La seconda: la Puglia è un mosaico plurale, in cui ci sono incastonati terre, popoli e culture. La terza è di don Tonino Bello e più che una metafora è un destino, una vocazione: la Puglia è un’arca di Pace protesa nel Mediterraneo. Un’arca di pace…non un arco di guerra.
2. Come immagina la Puglia del futuro?
Mi immagino una Puglia moderna riconciliata col suo passato. Una Puglia che scorge nella bellezza la principale risorsa per generare sviluppo e promuovere convivialità. Una Puglia giovane e di qualità, intraprendente e innovativa, sostenibile e solidale, che raccoglie e rielabora positivamente le sfide della crisi, come un’occasione per ricostruire un’idea diversa dello sviluppo e della società. Un’idea meno nevrotica, ossessiva e più saggia, più meridiana: non di sole cose da accaparrare si vive ma anche di relazioni da tessere e soprattutto di senso da ricercare. Ecco di questa Puglia che verrà, vedo il principale protagonista, i giovani. La Puglia del futuro sarà una Puglia giovane.
3. Qual è l'aspetto peggiore della Puglia oggi?
Il corpo della Puglia è segnato da molte ferite, nel paesaggio, nell’ambiente, nelle relazioni sociali, nella cultura. La Puglia è ferita ogni volta che prevale la convinzione che la sua bellezza possa depredata piuttosto che custodita, privatizzata piuttosto che condivisa. La Puglia è ferita ogni volta che il nostro io pensa di poter affermare la propria sovranità a prescindere dal noi: è frenata dalla sua incapacità di costruire slanci collettivi.
4. Qual è l'aspetto migliore della Puglia oggi?
Le persone sono la Puglia migliore. Le persone, soprattutto i giovani che si stanno attivando con competenza e creatività. Sono la risorsa su cui investire, l’energia che può consentirci lo scatto, lo slancio che può aiutarci a dare il colpo d’ala e spiccare il volo, verso la pienezza e l’autonomia.
5. Ci potrebbe raccontare una buona pratica di cui è a conoscenza che riguarda la Puglia e i pugliesi?
Ce ne sono tantissimi ormai di esempi, testimonianza di una Puglia che si prende cura senza lamentarsi, che si muove senza aspettare che altri lo facciano, che innova e apre strade inedite. Un esempio, uno soltanto. Edoardo Winspeare e Carla Quaranta, con l’associazione Coppula Tisa, nel Salento, hanno promosso un’azione per acquistare e abbattere un abuso edilizio. In quella stessa area è sorto un “Parco della cittadinanza attiva”. Cosa è questa se non una straordinaria traduzione della cittadinanza che si attiva nel recupero della bellezza?
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